Beh,
leggere un libro come Jack Frusciante è
uscito dal gruppo potrebbe essere anche una buona idea, direbbe senza
dubbio il vecchio Alex, un tardoadolescente che col flusso dei suoi pensieri
forse cerca di catturare, uh, il senso della vita. Quel roccioso ama pensare
soprattutto pestando sui pedali della sua bici come un Girardengo appena più
basso e rock, mentre si guadagna la
salita verso il Seminario per approdare a una casa in mezzo al bosco dove vive
Adelaide, per gli amici Aidi, che potrebbe anche essere la sua ragazza (ma di
fatto non è tale). Lei e il vecchio Alex sono più che amici, oltre gli
innamorati, semplicemente sono al di là, ecco. E la loro storia di stare
insieme senza stare insieme è pure a tempo determinato perché Aidi, perdonatela,
ha un biglietto aereo per gli States nel cassetto e dal prossimo settembre passerà
un anno in Pennsylvania, così al nostro pirata non resterà che aspettare e
stare a vedere. La trama è più o meno questa, sintetizzata con le parole che il
buon Enrico Brizzi userebbe con quella sorta di terza persona confidenziale di
marca bolognese di cui si serve per narrare le avventure esistenziali di quel
roccioso del suo protagonista, parole peraltro alternate a quelle trascritte
dall’archivio magnetico di Alex D. e dettate al suo fedele magnetofono
(ovviamente in prima persona). C’è qualcosa di più, certo, inutile dirlo, ma
l’umile scriba recensore preferisce scriverlo comunque: le disillusioni di un
adolescente quasi a fine percorso che non vorrebbe essere incasellato nel
destino annunciato che lui e tutti i suoi coetanei sembrano avere disteso
all’orizzonte, le pruderies culturali
che comunque in qualche modo lo colpiscono ed eccitano la sua curiosità, quel
senso di incompiuto ma che al contempo pare già scritto che caratterizza da
sempre tutti i tardoadolescenti che si rispettino dal buon Holden Caulfield in
poi e di cui Jack Frusciante è uscito
dal gruppo è un indimenticabile canto elegiaco in forma di romanzo. Il
libro d’esordio di Enrico Brizzi sostanzialmente è una fotografia (letteraria)
del canto del cigno della generazione X catturata in movimento sul fronte
scolastico (il classico Caimani è tratteggiato come una prigione con sprazzi
d’ore d’aria), sul versante sociale (un pugno di rockettari con il sogno di un
disco d’esordio) e ovviamente dal punto di vista sentimentale – il roccioso
Alex D. che s’innamora della ragazza perfetta, anche se presto dovrà salutarla
per un anno intero –. Sembra un’accozzaglia improbabile e scontata, invece il
mix si rivela originale e cattura il lettore fin dalle prime pagine per non
lasciarlo più e a tale scopo mi giova ricordare che la prima volta mi capitò di
sfogliarlo solo per dare un’occhiatina a un libro posato su un asciugamani
steso su una spiaggia: lo lessi tutto d’un fiato astraendomi dal sole e dal
mare per restituirlo alla legittima proprietaria qualche ora dopo. E questo
rende questo romanzo un libro decisamente da consigliare al prossimo…
Enrico Brizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Milano, Baldini &
Castoldi, 2006; pp. 182