Il
professor C.S. Lewis (1898-1963), docente di lingua e letteratura inglese all’università
di Oxford, cominciò a scrivere il romanzo fantasy
per ragazzi Il leone, la strega e l’armadio
nel 1949: il libro, che fu pubblicato nel 1950, fu il primo episodio del
ciclo di Narnia, che sarebbe stata
completato da altri cinque capitoli e da un prequel,
Il nipote del mago (non a caso nella
prima edizione completa della saga il volume apripista fu inserito in seconda
posizione). La storia prende avvio durante la seconda guerra mondiale, quando
quattro fratelli londinesi – ovvero Peter, il maggiore, Susan, Edmund e Lucy,
la più piccola – lasciano la capitale britannica sotto i bombardamenti per
essere ospitati da un vecchio professore nella sua enorme casa isolata nella
campagna inglese. Comincia a piovere e, siccome non hanno di meglio da fare che
esplorare la loro nuova casa, i quattro ragazzi vagano tra le stanze e i
corridoi. A un certo punto finiscono in una stanza quasi vuota, dove spicca un
grande armadio: gli altri tre proseguono i loro giri ma Lucy è attratta dal
vecchio mobile e prova ad aprire un’anta, riuscendoci, e poi a perlustrarne l’interno.
Dentro all’armadio c’è una fila di pellicce: Lucy lascia l’anta aperta per non
restare prigioniera dell’armadio, poi entra attratta dall’odore delle pellicce,
dietro le quali sente qualcosa di pungente e qualcos’altro che scrocchia sotto
i piedi. Sembra anche esserci una flebile luce in lontananza: alla fine Lucy si
ritrova in una pineta innevata, mentre sta nevicando, e nello spiazzo davanti a
lei c’è un anomalo lampione. È finita in un posto quasi buio, mentre dietro di
sé intravede la luce del giorno, e sembra arrivare pure qualcuno, uno strano
fauno che si presenta come il Signor Tumnus e la invita a prendere un tè nella
sua casa, non distante da lì. La piccola Lucy sembra finita in un mondo
incantato che Tumnus rivela chiamarsi Narnia e dove da tempo immemorabile
sembra esser calato un lunghissimo inverno a causa della malvagia magia di una dispotica
Strega Bianca. Lucy a un certo punto torna indietro, ma scopre che nel mondo
reale sono passati soltanto pochi attimi da quando è “entrata” nell’armadio: le
crederanno i fratelli? Torneranno a liberare Narnia dalla morsa di quell’eterno
inverno? Insomma, si tratta di una bellissima storia fantasy dove C.S. Lewis ha ben miscelato tutti gli ingredienti
canonici del genere: un mondo alternativo di afflato mitico e misterioso, un’antagonista
cattivissima, un pugno di creature immaginarie e un eroe predestinato, il leone
magico Aslan, che può aiutare i quattro ragazzi a vincere la guerra, magari a
prezzo di un grande sacrificio, per mettere fine al lunghissimo inverno che ha
reso Narnia una terra desolata e riportarla al suo antico splendore. Il libro
di C.S. Lewis narra un’epopea che si alterna tra il registro della fiaba, la
mitologia e la religione: Aslan ricorda non poco Gesù Cristo che si immola per
salvare la Terra di Narnia dall’inverno (altra allegoria della morte
spirituale) in cui è precipitata a causa della Strega Bianca, una cattiva al di
là di ogni redenzione. E il portale è la chiave per entrarci dentro e fare la
cosa giusta, quindi potremmo vederlo anche come un simbolo di fede. Oltre a
questa chiave di lettura religiosa il libro apripista della saga di Narnia si
profila anche come l’eterna avventura che ogni ragazzino deve superare per
crescere e quindi, in un certo senso, è anche un grande romanzo di formazione. È
Il leone, la strega e l’armadio e
per entrarci è sufficiente oltrepassare il portale nel vecchio armadio di una
stanza mezza vuota di un’enorme casa di campagna in mezzo al nulla: ci
entreremo dalla prospettiva di una bambina e, esattamente come lei, arriveremo
all’happy ending senza neanche accorgercene,
perché questa è la magia di un grande libro per ragazzi. Che peraltro con gli
anni è diventato un classico da oltre 100 milioni di copie vendute in tutto il
mondo. Assolutamente da provare…
C.S. Lewis, Il leone, la strega e l’armadio, Milano, Mondadori, 2006; pp. 167