Non è certo un giornalista sportivo come tutti gli altri, Luigi Garlando,
classe 1962, una delle migliori firme della "Gazzetta dello Sport" e
da anni convincente autore di narrativa per ragazzi con titoli come Per questo mi chiamo Giovanni o la
popolare serie Gol! della Piemme.
L'ultima fatica di Garlando s’intitola Vai
all’Inferno, Dante! e prende ispirazione dal suo hobby di collezionare edizioni della Commedia di Dante in tutte le nazioni dove gli capita di viaggiare.
Il protagonista del romanzo si chiama Vasco, rampollo quattordicenne della
nobile e antica famiglia fiorentina dei Guidobaldi, che vive in una splendida
magione cinquecentesca, la Gagliarda, e vanta pure un antenato che ha
combattuto nelle Crociate. Il buon Vasco però non si può certo definire un
ragazzo esemplare: frequenta con scarso impegno la terza media (per la seconda
volta), non ha il benché minimo rispetto per i suoi prof e si diletta facendo
scherzi riprovevoli al malcapitato di turno insieme ad amici della sua stessa
risma. Apparentemente il suo unico pregio è quello di essere un imbattibile
giocatore di Fortnite (non proprio il videogame
più istruttivo del pianeta) seguito da cinquantamila followers e con la
prospettiva di diventare un gamer professionista. Le cose si complicano quando,
in procinto di ottenere l'ennesima Vittoria Reale, trova sulla sua strada un
avversario che si chiama Dante, porta il classico copricapo dell'autore della Divina Commedia e parla pure in
versi... Il buon Vasco, umiliato in diretta YouTube, medita vendetta finché non
gli capita d'incontrare in carne ed ossa la sua nuova nemesi, che sembra
veramente Dante Alighieri, si esprime esclusivamente attraverso terzine di
endecasillabi e per giunta afferma d'essere stato rimandato nel mondo terreno
per togliere il buon Vasco dalla selva oscura esistenziale da cui non il
ragazzo non pare capace di tirarsi fuori. Sì, in effetti una storia che
assomiglia parecchio a quella raccontata nel suo divino poema... Fatto sta che
da questo momento Vai all'Inferno,
Dante! inizia a proporre al lettore invenzioni a ripetizione: un rapper ecologista e un rapper commerciale che sogna di
smetterla per dedicarsi all'apicoltura, un sogno sportivo impossibile come la
Fiorentina che contende lo scudetto alla Juve, la scoperta della solidarietà
(al Meyer di Firenze, of course),
tanti sprazzi videoludici e un lutto mai superato. Insomma, per un terzo del
romanzo Garlando ci fa indignare con le perfide marachelle di un bad boy della Firenze dei giorni nostri,
poi nel resto della storia ci intriga con una metamorfosi esistenziale
apparentemente impossibile. Il romanzo convince anche per la felicità delle
invenzioni linguistiche, non soltanto a livello di endecasillabi ma anche sul
versante dello slang giovanile tra social
e videogames. Risultato: cinquecento
pagine che volano via, e non è mica poco…
Luigi
Garlando, Vai all'Inferno, Dante!,
Milano, Rizzoli, 2020; pp. 503
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giovedì 14 gennaio 2021
sabato 9 gennaio 2021
BENIGNI E IL "SUO" DANTE
È un tipo di libro che potremmo definire ingenerosamente... pleonastico, Il mio Dante di Roberto Benigni, per dire in modo molto educato che avrebbe potuto farne a meno. È peraltro un libro che neppure lui stesso pensava di scrivere, ma che gli è stato suggerito, per così dire, dall’editore Einaudi, pensato e concepito per la fortunata collana “Stile Libero” e poi felicemente riedito in quella altrettanto fortunata degli "Einaudi Tascabili". Un'operazione dichiaratamente commerciale, insomma... Ma è anche vero che si tratta di un volumetto intrigante e molto gradevole da sfogliare, che sfodera un breve ma arguto scritto introduttivo nientemeno che del professor Umberto Eco, più una corposa ma agile presentazione che Benigni ha fatto distillando il succo delle sue fortunatissime Lecturae Dantis portate con successo in giro per l’Italia e capaci di ottenere incredibili indici d’ascolto anche sul piccolo schermo, emozionando il pubblico con un argomento non immediato come la Divina Commedia del sommo Dante Alighieri. Anche sulla pagina scritta si evince infatti il grande entusiasmo, l’efficacia didattica e l’immediatezza che Benigni ha mostrato a meraviglia sul palcoscenico, facendoci anche sorridere ma senza trascurare le spiegazioni lessicali, gli accenti, le figure retoriche, i motivi, le storie ed i personaggi dei canti affrontati volta per volta. Già, perché, oltre che attore da Oscar, regista ispirato, comico prodigioso, enigmista per diletto, Roberto Benigni è indubbiamente anche un raffinato ed atipico esempio di intellettuale, dotato tra l’altro di una rara capacità divulgativa anche relativamente a materie di solito ostiche da trattare ma che diventano fruibili e godibili grazie al suo stile leggero e rigoroso al tempo stesso. Con i tempi che corrono c'è davvero da tenerselo stretto un personaggio così... A corredo del volume figurano in versione integrale i tredici canti della Divina Commedia che Roberto Benigni ha trattato nel suo spettacolo e l'intrigante genesi del progetto "TuttoDante" raccontata da Valentina Pattavina. Insomma, un libro non indispensabile ma vivamente consigliato, soprattutto per i neofiti della Commedia.
Roberto Benigni, Il mio Dante, Torino, Einaudi, 2010; pp. 147
venerdì 8 gennaio 2021
DANTE E IL CIRCOLO SEGRETO DEI POETI
Un romanzo per ragazzi su Dante? Una sfida difficile sulla carta, ma Silvia Vecchini, una scrittrice specializzata nella narrativa per adolescenti, è riuscita a vincerla con Dante e il circolo segreto dei poeti. La storia si apre ovviamente a Firenze, nel lontano 1277, quando il futuro autore della Divina Commedia ha appena dodici anni e coltiva un paio di sogni di quelli davvero importanti: il primo è diventare un poeta celebre al pari del grande Virgilio o almeno quanto Guido Cavalcanti, un giovane letterato che si è già fatto notare a livello cittadino con le sue rime, mentre il secondo è conoscere Beatrice, una ragazza a cui non riesce a smettere di pensare da quando l'ha vista per la prima volta. Tutto procede in modo apparentemente normale nella vita del giovane Dante, che passa le sue giornate per le vie di Firenze in compagnia dell'amico Lapo Gianni, suo coetaneo, a sognare un futuro ben diverso da quello che Alighiero immagina per lui. Un'improvvisa svolta sembra arrivare quando Guido Cavalcanti offre a Dante di entrare in un circolo segreto di poeti, ma prima di coronare questo sogno il nostro eroe dovrà arrovellarsi non poco per risolvere un intrigo davvero pericoloso, oltre che superare tre prove apparentemente proibitive, ma c'è da immaginarsi che il futuro autore della Vita Nova e della Commedia riuscirà senz'altro a superarle... Dante e il circolo segreto dei poeti cattura l'attenzione fin dalle prime pagine, che ci mostrano il nostro giovane eroe mentre scorrazza per le vie del centro storico fiorentino per riuscire a vedere anche per pochi secondi il suo oggetto d'amore, Beatrice, finendo per scontrarsi col cattivo della storia, il violento Corso Donati, e vivere una brutta disavventura. Nel prosieguo la trama scorre sui due binari paralleli dei sogni danteschi cui si alludeva in apertura, lasciando il lettore col fiato in sospeso fino all'immancabile happy ending, che arriva in modalità intriganti e affatto scontate. Assolutamente da leggere per un approccio atipico col più grande poeta della letteratura italiana... quando ancora doveva diventarlo. Il libro fa parte della collana "Sì, io sono", che propone romanzi per romanzi ispirati alle biografie giovanili di celebri personaggi del mondo dell'arte, della scienza e della letteratura.
Silvia Vecchini, Dante e il circolo segreto dei poeti, Roma, Lapis Edizioni, 2010; pp.
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