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martedì 3 febbraio 2026

IL GIORNO DELLA SPENSIERANZA? UN LIBRO PROPRIO… CUZZO

Nato a Cascina e laureato in Conservazione dei Beni Culturali all’ateneo pisano, Stefano Tofani lavora per il comune di Lucca ma ha esordito come scrittore fin dal 2013 con L’ombelico di Adamo. Per i tipi della Rizzoli, con cui l’autore toscano ha già pubblicato il romanzo Sette abbracci e tieni il resto con relativo sequel, Tofani ha di recente dato alle stampe la sua ultima fatica, che ha un titolo che è già tutto un programma come Il giorno della Spensieranza, che mette subito il gentile pubblico sull’avviso. Il motivo è evidentemente linguistico, in quanto la parola spensieranza suona strana perché, semplicemente, non esiste, infatti pare una versione strampalata di spensieratezza. Sembra niente, invece è la cifra riposta del libro, che sembra una versione fantasy di Non ci resta che piangere – indimenticabile commedia con ardito salto temporale nel MedioEvo da parte del mitico duo Roberto Benigni e Massimo Troisi, peraltro citata nel libro –. La storia prende avvio nei pressi di un maneggio dove due gemelli tredicenni davvero molto diversi l’uno dall’altra si trovano in groppa ai rispettivi destrieri: uno si chiama Luca, che ha una disabilità uditiva da sempre, l’altra è Gaia, che in contrasto col nome è malinconica dentro (infatti Luca l’ha ribattezzata Maiunagioia). Il primo è in crisi nera, la seconda si ritrova per l’ennesima volta a togliere dai guai il Minore, come da sempre chiama il fratello, venuto alla luce con quattro minuti di ritardo rispetto a lei… Comunque, scoppia un temporale e Luca e Gaia finiscono per ripararsi in una grotta dove si ritrovano intrappolati. Alla fine trovano un modo per uscirne ma, una volta all’aperto, scoprono ben presto che qualcosa non torna: i colori sono diversi, il sole brilla in modo troppo intenso, del maneggio non c’è proprio traccia e girano strani animali che fanno cose ancora più strane. La sensazione di non essere finiti in un mondo alternativo diventa una certezza quando incontrano gli abitanti del posto, che hanno sempre qualche dettaglio fisico che appare sghembo e parlano una lingua antiquata e piena zeppa di strafalcioni. I due gemelli sono finiti, per dirla con la parola più mitica del mondo in cui sono approdati, in un posto cuzzissimo che si chiama BC ovvero Brutta Copia – ci si potrebbe chiedere di che cosa ma sarebbe uno spoiler da evitare –. E come faranno i nostri eroi a tornare indietro dai genitori legittimamente preoccupati? Nessuna idea in merito, neanche a dirlo, e intanto qualcuno si è pure accorto dell’arrivo dei due giovanissimi protagonisti e li sta già cercando, magari con intenzioni non proprio tranquille… È Il giorno della Spensieranza, un romanzo fantasy di formazione per ragazzi raccontato dall’alternanza di due voci narranti – ovvero Gaia e l’indigeno Bernaldo (anche i nomi autoctoni suonano sghembi) –, una storia ricca di colpi di scena che parte come un presunto viaggio temporale che poi invece si rivela un salto in un vero e proprio mondo altro rispetto a quello che conosciamo, e che forse nella sua arretratezza tecnologica ha pure qualcosa da dimostrarci (o, chissà, ricordarci), magari per ritrovare quell’accogliente solidarietà umana che nel mondo contemporaneo abbiamo un po’ dimenticato, insieme alla gentilezza. Il tutto (se non fosse abbastanza) con una storia che praticamente di continuo ci fa notare la ricchezza della diversità, parlando al contempo di disabilità senza un briciolo di retorica. Insomma, davvero un bel libro, originale, educativo e molto divertente sotto il versante delle trovate linguistiche, dato che praticamente Tofani si è inventato di sana pianta una lingua vera e propria per l’ambientazione nel mondo BC. Insomma, un libro davvero cuzzo fino all’ultima pagina…

Stefano Tofani, Il giorno della Spensieranza, Milano, Rizzoli, 2025; pp. 238 

domenica 27 dicembre 2020

SETTE ABBRACCI E TIENI IL RESTO

Già autore de L'ombelico di Adamo, Stefano Tofani con Sette abbracci e tieni il resto ha scritto un romanzo di formazione per ragazzi di quelli che conquistano fin dalle prime pagine e non ti lasciano più. Il merito in gran parte è del protagonista, un ragazzino di dodici anni che si chiama Ernesto, anche se parecchi lo apostrofano con un soprannome che a lui non piace per niente come Quattrocchi, perché ovviamente porta gli occhiali. Non se la passa granché bene in effetti: zoppica per i postumi di un incidente automobilistico in cui ha perso l'amata nonna, di cui continua a ricordare come un mantra gli insegnamenti di vita, i proverbi e l'affetto. E la sfortuna del ragazzino non è finita qui: Ernesto ha i genitori separati, vive con una madre che spesso rincasa tardi dalle discoteche, e anche il padre non è affatto il massimo. Il protagonista insomma ha un'unica consolazione: sognare di essere considerato un po' da Martina, l'immancabile ragazza più carina della classe che ha ben altri studenti per la testa, purtroppo, ovviamente più grandi di lei. Tutto cambia quando Ernesto viene a conoscenza di un sistema per osservare il suo amore impossibile in modalità discinta, finendo per combinare l'immancabile disastro. D'altra parte non ha neanche un amico in grado di dargli consigli sensati, eccettuando Lucio, che è bloccato su una carrozzina ed ha purtroppo la vocazione del grillo parlante. In un quadro desolante a dir poco però Ernesto intravede l'occasione per coprirsi di gloria e conquistare Martina quando quest'ultima sparisce nel nulla sgomentando l'intero paese. Con un improbabile segugio prestato da un amico albanese di un centro accoglienza, Ernesto cercherà infatti di fare la cosa giusta e ritrovare Martina. Ci riuscirà? E si tratterà davvero di un caso di rapimento come tutti sembrano pensare? La storia al centro di questo delicato romanzo di formazione di Stefano Tofani regala al lettore una realistica ricostruzione della vita di provincia dalla prospettiva di un ragazzino sfortunato che vorrebbe qualcosa di più dalla vita e ragiona a un livello più alto della fauna giovanile che lo circonda - dalle quale spesso lui finisce per essere ferito (gratuitamente) a livello emotivo -. Da provare, soprattutto per la verve linguistica, che a tratti in effetti stende il lettore.

Stefano Tofani, Sette abbracci e tieni il resto, Milano, Rizzoli, 2019; pp. 222

OPEN: LA STORIA DI ANDRE AGASSI

Lui è Andre Agassi da Las Vegas, classe 1970, uno dei talenti più cristallini che abbiano mai giocato su un campo di tennis, uno sportivo ch...