Si
tratta di una raccolta narrativa dall’afflato decisamente ambizioso che Dino
Buzzati assemblò personalmente nel 1958 selezionando i primi trentasei racconti
dell’indice dalle tre precedenti raccolte (tutte andate esaurite) I sette messaggeri (dal primo al nono),
Paura alla Scala (dal decimo al
diciottesimo) e Il crollo della
Baliverna (dal diciannovesimo al trentaseiesimo), mentre i restanti
ventiquattro non erano usciti precedentemente in raccolte ma non erano inediti
in quanto erano già stati pubblicati su quotidiani o riviste (soprattutto “Il
Corriere della Sera”). Nel loro complesso le sei decine di racconti brevi – tranne
eccezioni, la lunghezza media varia tra le cinque e le sette pagine –
illustrano in modo significativo le situazioni narrative care all’autore de Il deserto dei Tartari: l’incomunicabilità,
l’assurdità che si annida nelle maglie del quotidiano, il mistero che incombe
sulla vita, la costante indagine sui grandi enigmi del reale. Insomma, per
certi versi molti dei temi cari a Franz Kafka, lo scrittore boemo costantemente
associato quasi in automatico dalla critica alle prove di Buzzati, che non a
caso avvertiva un senso d’insofferenza per il continuo accostamento al celebre
collega. In ogni modo, all’epoca dell’uscita questa raccolta assortiva il
meglio che Buzzati avesse prodotto fino a quel momento: scorrendo l’indice
corre l’obbligo di segnalare almeno l’apripista I sette messaggeri (racconto altamente simbolico sulla difficoltà
delle comunicazioni umane), Sette piani (l’inesorabile
aggravarsi di una malattia apparentemente indegna di preoccupazione), Il mantello (l’inquietante ultimo saluto
ai familiari di un soldato destinato all’aldilà), Il crollo della Baliverna (bella metafora sul crollo dell’equilibrio
e delle certezze quotidiane), I topi
(sull’angosciante presenza di una colonia di ratti nei bassifondi di una casa),
Il disco si posò (un anomalo plot di fantascienza su Dio e sul senso
della vita), Le mura di Anagoor
(altra bella metafora delle mura invalicabili che gli uomini elevano tra loro)
e infine Il tiranno malato (un
racconto allegorico sull’eclissarsi del potere con cani come protagonisti). I Sessanta racconti sono ritenuti una
raccolta narrativa davvero emblematica delle tematiche care a Dino Buzzati, e
vinsero l’edizione 1958 del Premio Strega.
Dino Buzzati, Sessanta racconti, Milano, Mondadori, 2018; pp. 479