venerdì 4 aprile 2025

JACK FRUSCIANTE È USCITO DAL GRUPPO DI ENRICO BRIZZI

Beh, leggere un libro come Jack Frusciante è uscito dal gruppo potrebbe essere anche una buona idea, direbbe senza dubbio il vecchio Alex, un tardoadolescente che col flusso dei suoi pensieri forse cerca di catturare, uh, il senso della vita. Quel roccioso ama pensare soprattutto pestando sui pedali della sua bici come un Girardengo appena più basso e rock, mentre si guadagna la salita verso il Seminario per approdare a una casa in mezzo al bosco dove vive Adelaide, per gli amici Aidi, che potrebbe anche essere la sua ragazza (ma di fatto non è tale). Lei e il vecchio Alex sono più che amici, oltre gli innamorati, semplicemente sono al di là, ecco. E la loro storia di stare insieme senza stare insieme è pure a tempo determinato perché Aidi, perdonatela, ha un biglietto aereo per gli States nel cassetto e dal prossimo settembre passerà un anno in Pennsylvania, così al nostro pirata non resterà che aspettare e stare a vedere. La trama è più o meno questa, sintetizzata con le parole che il buon Enrico Brizzi userebbe con quella sorta di terza persona confidenziale di marca bolognese di cui si serve per narrare le avventure esistenziali di quel roccioso del suo protagonista, parole peraltro alternate a quelle trascritte dall’archivio magnetico di Alex D. e dettate al suo fedele magnetofono (ovviamente in prima persona). C’è qualcosa di più, certo, inutile dirlo, ma l’umile scriba recensore preferisce scriverlo comunque: le disillusioni di un adolescente quasi a fine percorso che non vorrebbe essere incasellato nel destino annunciato che lui e tutti i suoi coetanei sembrano avere disteso all’orizzonte, le pruderies culturali che comunque in qualche modo lo colpiscono ed eccitano la sua curiosità, quel senso di incompiuto ma che al contempo pare già scritto che caratterizza da sempre tutti i tardoadolescenti che si rispettino dal buon Holden Caulfield in poi e di cui Jack Frusciante è uscito dal gruppo è un indimenticabile canto elegiaco in forma di romanzo. Il libro d’esordio di Enrico Brizzi sostanzialmente è una fotografia (letteraria) del canto del cigno della generazione X catturata in movimento sul fronte scolastico (il classico Caimani è tratteggiato come una prigione con sprazzi d’ore d’aria), sul versante sociale (un pugno di rockettari con il sogno di un disco d’esordio) e ovviamente dal punto di vista sentimentale – il roccioso Alex D. che s’innamora della ragazza perfetta, anche se presto dovrà salutarla per un anno intero –. Sembra un’accozzaglia improbabile e scontata, invece il mix si rivela originale e cattura il lettore fin dalle prime pagine per non lasciarlo più e a tale scopo mi giova ricordare che la prima volta mi capitò di sfogliarlo solo per dare un’occhiatina a un libro posato su un asciugamani steso su una spiaggia: lo lessi tutto d’un fiato astraendomi dal sole e dal mare per restituirlo alla legittima proprietaria qualche ora dopo. E questo rende questo romanzo un libro decisamente da consigliare al prossimo…

Enrico Brizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Milano, Baldini & Castoldi, 2006; pp. 182

mercoledì 2 aprile 2025

IL LEONE, LA STREGA E L'ARMADIO: UN GRANDE CLASSICO DI C.S. LEWIS

Il professor C.S. Lewis (1898-1963), docente di lingua e letteratura inglese all’università di Oxford, cominciò a scrivere il romanzo fantasy per ragazzi Il leone, la strega e l’armadio nel 1949: il libro, che fu pubblicato nel 1950, fu il primo episodio del ciclo di Narnia, che sarebbe stata completato da altri cinque capitoli e da un prequel, Il nipote del mago (non a caso nella prima edizione completa della saga il volume apripista fu inserito in seconda posizione). La storia prende avvio durante la seconda guerra mondiale, quando quattro fratelli londinesi – ovvero Peter, il maggiore, Susan, Edmund e Lucy, la più piccola – lasciano la capitale britannica sotto i bombardamenti per essere ospitati da un vecchio professore nella sua enorme casa isolata nella campagna inglese. Comincia a piovere e, siccome non hanno di meglio da fare che esplorare la loro nuova casa, i quattro ragazzi vagano tra le stanze e i corridoi. A un certo punto finiscono in una stanza quasi vuota, dove spicca un grande armadio: gli altri tre proseguono i loro giri ma Lucy è attratta dal vecchio mobile e prova ad aprire un’anta, riuscendoci, e poi a perlustrarne l’interno. Dentro all’armadio c’è una fila di pellicce: Lucy lascia l’anta aperta per non restare prigioniera dell’armadio, poi entra attratta dall’odore delle pellicce, dietro le quali sente qualcosa di pungente e qualcos’altro che scrocchia sotto i piedi. Sembra anche esserci una flebile luce in lontananza: alla fine Lucy si ritrova in una pineta innevata, mentre sta nevicando, e nello spiazzo davanti a lei c’è un anomalo lampione. È finita in un posto quasi buio, mentre dietro di sé intravede la luce del giorno, e sembra arrivare pure qualcuno, uno strano fauno che si presenta come il Signor Tumnus e la invita a prendere un tè nella sua casa, non distante da lì. La piccola Lucy sembra finita in un mondo incantato che Tumnus rivela chiamarsi Narnia e dove da tempo immemorabile sembra esser calato un lunghissimo inverno a causa della malvagia magia di una dispotica Strega Bianca. Lucy a un certo punto torna indietro, ma scopre che nel mondo reale sono passati soltanto pochi attimi da quando è “entrata” nell’armadio: le crederanno i fratelli? Torneranno a liberare Narnia dalla morsa di quell’eterno inverno? Insomma, si tratta di una bellissima storia fantasy dove C.S. Lewis ha ben miscelato tutti gli ingredienti canonici del genere: un mondo alternativo di afflato mitico e misterioso, un’antagonista cattivissima, un pugno di creature immaginarie e un eroe predestinato, il leone magico Aslan, che può aiutare i quattro ragazzi a vincere la guerra, magari a prezzo di un grande sacrificio, per mettere fine al lunghissimo inverno che ha reso Narnia una terra desolata e riportarla al suo antico splendore. Il libro di C.S. Lewis narra un’epopea che si alterna tra il registro della fiaba, la mitologia e la religione: Aslan ricorda non poco Gesù Cristo che si immola per salvare la Terra di Narnia dall’inverno (altra allegoria della morte spirituale) in cui è precipitata a causa della Strega Bianca, una cattiva al di là di ogni redenzione. E il portale è la chiave per entrarci dentro e fare la cosa giusta, quindi potremmo vederlo anche come un simbolo di fede. Oltre a questa chiave di lettura religiosa il libro apripista della saga di Narnia si profila anche come l’eterna avventura che ogni ragazzino deve superare per crescere e quindi, in un certo senso, è anche un grande romanzo di formazione. È Il leone, la strega e l’armadio e per entrarci è sufficiente oltrepassare il portale nel vecchio armadio di una stanza mezza vuota di un’enorme casa di campagna in mezzo al nulla: ci entreremo dalla prospettiva di una bambina e, esattamente come lei, arriveremo all’happy ending senza neanche accorgercene, perché questa è la magia di un grande libro per ragazzi. Che peraltro con gli anni è diventato un classico da oltre 100 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Assolutamente da provare…   

C.S. Lewis, Il leone, la strega e l’armadio, Milano, Mondadori, 2006; pp. 167

OPEN: LA STORIA DI ANDRE AGASSI

Lui è Andre Agassi da Las Vegas, classe 1970, uno dei talenti più cristallini che abbiano mai giocato su un campo di tennis, uno sportivo ch...