Scrittore,
saggista e divulgatore, Isaac Asimov (1920-1992) è noto in tutto il mondo per i
suoi romanzi di fantascienza e per le sue riflessioni sulla scienza e
sull’uomo, ma sorprende sempre per la sua capacità di osservare le
trasformazioni interiori della specie umana con la stessa intensità con cui
descrive galassie lontane e robot intelligenti. La raccolta Storie di
giovani mostri, curata dallo stesso Asimov e pubblicata da
Mondadori, si colloca in questo filone: dieci racconti brevi che,
sorprendentemente, non parlano di vampiri, licantropi o creature fantastiche
come ci si potrebbe aspettare dal titolo, ma di adolescenti apparentemente
normali, che nascondono invece mutazioni interiori, anomalie genetiche o
capacità straordinarie. È proprio secondo Asimov il cambiamento interno, la
piccola rivoluzione che avviene nel corpo e nella mente, ciò che rende l’essere
umano così unico e speciale su scala globale. A guidare il lettore in questo
viaggio è Salve, addio, un racconto
straordinario di Ray Bradbury, che apre la raccolta e rimane impresso per la
sua struggente delicatezza: narra la storia di Willie,
adolescente “eterno” costretto a cambiare continuamente famiglia adottiva, insegnanti,
amici, prima di essere identificato come una sorta di fenomeno da baraccone.
Bradbury racconta il dolore dell’inserimento forzato e l’incomprensione degli
adulti con la stessa intensità poetica che lo caratterizza da sempre, e lo fa
con uno stile avvolgente, capace di farci sentire ogni attimo della vita
sospesa del ragazzo. Willie è al tempo stesso speciale e profondamente umano,
un ponte tra l’ordinario e l’inspiegabile. Accanto a questo piccolo capolavoro,
la raccolta propone altri racconti degni di nota, come Vietato
l’accesso di Fredric Brown, dove la tensione è concentrata in
poche pagine: un adolescente ci parla del suo gruppo di coetanei, addestrati (e
mutati, tramite una sostanza chiamata Dattina) per colonizzare il pianeta rosso
e diventare i primi marziani (e di ribellarsi alla madre patria terrestre). Oppure
A che servono gli amici? di John
Brunner, dove un umanoide denominato Buddy diventa il tutore del piccolo Tim. O
Dai, cammina! di Zenna Henderson, il
racconto che chiude la raccolta, che vede protagonista Taddeo, un bambino in
grado di muovere oggetti con la forza del pensiero. Insomma, Storie di giovani mostri è un
viaggio narrativo in un’umanità che muta e si evolve, un invito a guardare
oltre le apparenze e a scoprire che il vero straordinario non è sempre
mostruoso all’esterno, ma spesso si annida all’interno di ciascuno di noi.
Dieci racconti che emozionano, sorprendono e restano nella memoria: una
raccolta imprescindibile per chi ama la fantascienza con la profondità della
letteratura breve, per chi cerca mistero e introspezione, e per chi sa che il mostro
più affascinante talvolta è quello che cresce dentro di noi…
AA.VV., Storie di giovani mostri, a c. di Isaac Asimov, Milano, Mondadori, 2000; pp. 187

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