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mercoledì 21 gennaio 2026

IL SEGNO DEI QUATTRO: SHERLOCK HOLMES COLPISCE ANCORA

Uscito nel 1890, Il segno dei quattro è il secondo romanzo dedicato dal dottor Arthur Conan Doyle (1859-1930) alla fortunata saga del leggendario detective Sherlock Holmes, a tre anni dall’esordio con Uno studio in rosso, ed è il libro che consegna all’autore scozzese un incredibile successo popolare, costringendolo d’ora in poi a convivere con il suo personaggio più famoso, tra gloria e vincoli creativi. La storia si apre in un momento di profonda noia del più grande investigatore del mondo: Holmes, immerso nell’apatia provocata dall’inoperosità, ricorre alla sua soluzione di cocaina al sette per cento, intanto anela a un caso complesso da risolvere e si diverte a dedurre catene di indizi apparentemente minimi, come quelli legati al vecchio orologio del suo compagno di avventure, il dottor Watson. L’occasione però bussa presto al numero 221B di Baker Street dove i due amici risiedono: Mary Mortsan, giovane governante, si rivolge al celebre detective per far luce su una vicenda misteriosa legata alla scomparsa del padre, ex militare in India. Da anni la ragazza riceve, puntualmente lo stesso giorno, una perla anonima, e l’incontro fissato per la sera stessa al Lyceum Theatre con l’ignoto donatore diventa il trampolino per una serrata indagine che trascinerà Holmes e Watson in una intricata rete di avidità, tradimenti e segreti antichi, dalle esotiche atmosfere del subcontinente indiano fino al serrato finale a tutta velocità sulle acque del Tamigi. Il segno dei quattro non è solo un giallo avvincente ma offre ai lettori l’occasione per osservare il meccanismo perfetto della deduzione, il funzionamento interno della mente di Holmes, e il suo rapporto simbiotico con Watson, voce narrante della storia e al tempo stesso specchio umano della ferrea logica dell’investigatore britannico. La suspense è dosata con sapienza, i colpi di scena arrivano puntuali, e l’epilogo è suffuso di un’ironia sottile, con l’immancabile sorpresa finale ai fiori d’arancio, che aggiunge una dimensione inattesa e quasi domestica a una trama altrimenti incalzante. Fin dalle prime pagine ci ritroveremo, come il buon Watson, in una posizione privilegiata per osservare le mille sfaccettare di un personaggio complesso e affascinante come Holmes, capace di catturare non solo il lettore, ma perfino la coscienza etica che sottende l’esotico mistero al centro de Il segno dei quattro. In poche parole il secondo romanzo della saga di Arthur Conan Doyle si rivela un vero classico della detective story, un meccanismo narrativo calibrato come un ingranaggio ad orologeria, ma anche un libro che sa farsi leggere con il cuore in gola, con la mente intenta a seguire ogni dettaglio e la soddisfazione di chi riconosce in Holmes il prototipo del perfetto investigatore, umano e mitico al tempo stesso. Assolutamente da non perdere.

Arthur Conan Doyle, Il segno dei quattro, Milano, Mondadori, 2016; pp. 144

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