Scrittore e
sceneggiatore, l’americano Ray Bradbury (1920-2012) è stato uno degli autori
più poliedrici e prolifici del Novecento, nonché uno degli innovatori del
genere fantascientifico, a cui ha dedicato Cronache
marziane e Fahrenheit 451, i
suoi indiscussi capolavori romanzeschi, divenuti molto presto dei classici.
Probabilmente però Bradbury ha realizzato al massimo il suo potenziale nella
misura della narrativa breve, a cui si è dedicato durante tutto l’arco della
sua lunga carriera. Da questo punto di vista la sua raccolta imprescindibile è
quella assemblata dallo stesso autore per Knopf nel 1980, intitolata The Stories of Ray Bradbury, che
raccoglie i suoi cento migliori racconti e che in Italia è uscita per i tipi
della Mondadori con il titolo Cento racconti.
Per usare le parole di Bradbury, si tratta di un libro da definire così: «I
racconti sono qui. Ce ne sono cento, quasi quarant’anni della mia vita.
Contengono metà delle verità sgradevoli sospettate a mezzanotte e metà di
quelle gradevoli riscoperte a mezzogiorno». Il filo rosso di questo corposo
volume, che cuce insieme le cento storie in esso contenute, è semplicemente la
felicità che ne ha caratterizzato la composizione: Bradbury, per sua stessa
ammissione, scriveva infatti per la bellezza insita nell’attività di comporre
storie per il gentile pubblico dei suoi lettori, storie che spesso lo
sceglievano come portale vivente per materializzarsi nel mondo e finire sulla
pagina scritta. E sono storie diversissime, scritte con lo stile avvolgente e sorprendente
che i fedeli fan dello scrittore americano hanno imparato ad apprezzare negli
anni, spesso ambientate nelle sonnacchiose cittadine di provincia degli States,
in viaggi temporali alla ricerca di terrificanti dinosauri, in mondi alieni
dove una pioggia incessante consente di vedere il sole solo ogni sette anni, in
torbidi specchi d’acqua che nascondono insidie mortali. Storie diversissime,
spesso interpretate da personaggi altrettanto variegati: vampiri, robot, adolescenti
apparentemente come tutti gli altri, fenomeni da baraccone e così via. Talvolta
sospese tra un’insostenibile nostalgia per il bel tempo andato e squarci di
fantastico allo stato puro. Roba forte, insomma. E scritta dannatamente bene.
Le storie sono qui…
Ray Bradbury, Cento racconti, Milano, Mondadori, 2018;
pp. 1380
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