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domenica 11 gennaio 2026

LA BESTIA DI WALTANNA, IL PRIMO THRILLER DI NICOLA CINQUETTI

La vicenda al centro del primo thriller di Nicola Cinquetti, classe 1965, prende avvio la sera del 16 ottobre del 1976, quando un allevatore di cavalli di Stafford si reca nell’ufficio dello sceriffo locale per denunciare di aver assistito a un fatto inaudito dopo essersi inoltrato nelle paludi di Waltanna in cerca di un puledro smarrito: le impronte dell’animale si interrompevano alla fine di un pontile, a quel punto tutti gli schiamazzi circostanti sono cessati all’improvviso e dallo specchio d’acqua è affiorata un’ombra enorme e l’allevatore è fuggito a gambe levate. Lo sceriffo, dopo aver fatto qualche telefonata per testare l’attendibilità del suo testimone, etichetta la faccenda come storia trascurabile, ma lo strano fatto finisce comunque due giorni dopo nelle pagine della “Gazzetta di Stafford”, associato dal cronista a una fantomatica fera terribilis di cui parlavano i primi pionieri, forse suggestionati da un’antica leggenda degli indiani Osage. Come spesso succede in questi casi, la voce si diffonde a macchia d’olio e comincia ad attirare nelle paludi di Waltanna un esercito di curiosi in cerca di emozioni forti. Tra quelli che ci finiscono (anche se involontariamente) ci sono pure due fratelli molto diversi tra loro: il primo si chiama Jonathan, scrive per un giornale e deve andare a Melvern, una cittadina nei pressi delle paludi sopra citate, per incontrare un vecchio poeta scorbutico che nessuno è mai riuscito a intervistare prima e che, secondo il giovane giornalista, è destinato alla celebrità. Lo accompagna il problematico tredicenne George, che ha deciso di seguire il fratello maggiore soltanto per vedere dal vivo i luoghi degli avvistamenti della misteriosa creatura. Va da sé che le cose si faranno complicate, anche perché in un territorio labirintico come quello delle paludi di Waltanna è facile perdersi, soprattutto di notte, soprattutto senza app di geolocalizzazione (siamo a metà degli anni Settanta) e in una zona priva di un’accettabile cartellonistica. Il libro di Nicola Cinquetti accende le polveri della curiosità dei lettori fin dalle prime pagine con la storia della fera terribilis, che poi resta sotto traccia lasciandoci scoprire le vicende dei due fratelli protagonisti e la loro escursione automobilistica nelle paludi di Waltanna con l’obiettivo di un’intervista prestigiosa a un poeta eccentrico. Si fa leggere ed è proprio una bella storia quella al centro de La bestia di Waltanna, che parla non soltanto dell’atteso incontro col famelico mostro della palude, ma anche dell’accettazione dei propri conflitti interiori da parte di uno dei protagonisti. La suspense viene innescata subito e dilatata sapientemente fino alla fine, col romanzo che procede a ritmo ridotto in direzione del pirotecnico finale, anche se la vera chicca arriva proprio nelle pagine conclusive, che sono un piccolo colpo al cuore del lettore di buona volontà. Questo thriller atmosfera, insomma, non delude le aspettative: l’alone fantastico del mostro incombe su tutto il plot, ma il romanzo finisce per parlare (senza barare) dei mostri che ci portiamo dentro. Vivamente consigliato.

Nicola Cinquetti, La bestia di Waltanna, Milano, Pelledoca, 2025; pp. 143

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