giovedì 22 gennaio 2026

UNA STORIA DI SCUOLA: GARANTISCE ANDREW CLEMENTS

Pochi scrittori come Andrew Clements (1949-2019) sono riusciti a raggiungere livelli di eccellenza nell’ambito della narrativa di ambientazione scolastica, genere a cui l’autore originario del New Jersey ha iniziato a dedicarsi fin dai tempi del suo fortunato esordio con Drilla, poi seguito da una serie di romanzi costantemente circoscritti dalle mura di scuola, come Il gioco del silenzio, Uno per due e Il club dei perdenti. Non fa eccezione Una storia di scuola, uscito nel lontano 2001, un romanzo per ragazzi che racconta di come la dodicenne Nathalie abbia scritto per l’appunto un romanzo per ragazzi ambientato tra le mura scolastiche, ovvero una storia di scuola, esattamente come quelle che sua mamma Hannah si occupa di sistemare per la pubblicazione, dato che lavora come editor in una casa editrice di libri per ragazzi di New York. Il romanzo prende avvio con la lettura del romanzo dentro il romanzo, che s’intitola L’imbrogliona e ogni volta è segnalato dall’uso di caratteri tipografici diversi: ne leggeremo le prime pagine dalla prospettiva della sua prima lettrice, nonché migliore amica di Nathalie, ovvero Zoe. Quest’ultima trova il libro bellissimo e, assicuratasi che la sua amica sappia come terminarlo, decide di trovare a tutti i costi un modo per farlo pubblicare con due idee niente male: prima di tutto diventerà l’agente letterario di Nathalie, che dovrà nascondersi dietro un nome d’arte come tanti scrittori hanno fatto da sempre, compreso un pezzo da novanta della letteratura angloamericana del calibro di Mark Twain, all’anagrafe Samuel Clemens. La storia procede sul doppio binario della strada verso la pubblicazione del libro dentro al libro da una parte e dell’approfondimento sui sentimenti di Nathalie, che da piccola ha perso il padre in un incidente e ne avverte tremendamente la mancanza un giorno dopo l’altro, infatti la ragazzina ha messo da una parte i libri che lui le leggeva interpretando le voci dei personaggi e ha cominciato a scrivere storie sul computer paterno. Una storia di scuola è un gran bel romanzo di narrativa per ragazzi d’ambientazione scolastica e al tempo stesso il sogno che ogni scrittore in erba vorrebbe vivere attraverso tutte le fasi canoniche della pubblicazione di un libro, anche se la faccenda diventa davvero intrigante perché la viviamo dalla prospettiva di due dodicenni come Nathalie (la giovanissima scrittrice di talento) e Zoe (che è dotata della verve incantatoria di un grande agente letterario). Se già questo non fosse abbastanza, parallelamente il personaggio della protagonista acquista una struggente definizione grazie alla sottotrama della scomparsa improvvisa di un padre fantastico, che a lei ovviamente continua a mancare moltissimo e che forse le ha acceso dentro fin da piccola l’amore per la letteratura. L’happy ending, manco a dirlo, aleggia sulla vicenda fin dalle prime pagine, ma l’itinerario attraverso il quale Andrew Clements ci porta in fondo vale assolutamente il prezzo di copertina, anche perché lo scrittore americano conosce bene il milieu di cui ha deciso di narrare e lo tratteggia con dettagli di incredibile realismo.

Andrew Clements, Una storia di scuola, Milano, Rizzoli, 2016; pp. 191

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