Pochi scrittori come Andrew Clements
(1949-2019) sono riusciti a raggiungere livelli di eccellenza nell’ambito della
narrativa di ambientazione scolastica, genere a cui l’autore originario del New
Jersey ha iniziato a dedicarsi fin dai tempi del suo fortunato esordio con Drilla, poi seguito da una serie di
romanzi costantemente circoscritti dalle mura di scuola, come Il gioco del silenzio, Uno per due e Il club dei perdenti. Non fa eccezione Una storia di scuola, uscito nel lontano 2001, un romanzo per
ragazzi che racconta di come la dodicenne Nathalie abbia scritto per l’appunto un
romanzo per ragazzi ambientato tra le mura scolastiche, ovvero una storia di scuola,
esattamente come quelle che sua mamma Hannah si occupa di sistemare per la
pubblicazione, dato che lavora come editor in una casa editrice di libri per
ragazzi di New York. Il romanzo prende avvio con la lettura del romanzo dentro il romanzo,
che s’intitola L’imbrogliona e ogni
volta è segnalato dall’uso di caratteri tipografici diversi: ne leggeremo le
prime pagine dalla prospettiva della sua prima lettrice, nonché migliore amica
di Nathalie, ovvero Zoe. Quest’ultima trova il libro bellissimo e, assicuratasi
che la sua amica sappia come terminarlo, decide di trovare a tutti i costi un
modo per farlo pubblicare con due idee niente male: prima di tutto diventerà
l’agente letterario di Nathalie, che dovrà nascondersi dietro un nome d’arte
come tanti scrittori hanno fatto da sempre, compreso un pezzo da novanta della
letteratura angloamericana del calibro di Mark Twain, all’anagrafe Samuel
Clemens. La storia procede sul doppio binario della strada verso la
pubblicazione del libro dentro al libro da una parte e dell’approfondimento sui
sentimenti di Nathalie, che da piccola ha perso il padre in un incidente e ne
avverte tremendamente la mancanza un giorno dopo l’altro, infatti la ragazzina
ha messo da una parte i libri che lui le leggeva interpretando le voci dei
personaggi e ha cominciato a scrivere storie sul computer paterno. Una storia di scuola è un gran bel
romanzo di narrativa per ragazzi d’ambientazione scolastica e al tempo stesso
il sogno che ogni scrittore in erba vorrebbe vivere attraverso tutte le fasi
canoniche della pubblicazione di un libro, anche se la faccenda diventa davvero
intrigante perché la viviamo dalla prospettiva di due dodicenni come Nathalie
(la giovanissima scrittrice di talento) e Zoe (che è dotata della verve incantatoria di un grande agente
letterario). Se già questo non fosse abbastanza, parallelamente il personaggio
della protagonista acquista una struggente definizione grazie alla sottotrama
della scomparsa improvvisa di un padre fantastico, che a lei ovviamente
continua a mancare moltissimo e che forse le ha acceso dentro fin da piccola l’amore
per la letteratura. L’happy ending,
manco a dirlo, aleggia sulla vicenda fin dalle prime pagine, ma l’itinerario
attraverso il quale Andrew Clements ci porta in fondo vale assolutamente il
prezzo di copertina, anche perché lo scrittore americano conosce bene il milieu di cui ha deciso di narrare e lo
tratteggia con dettagli di incredibile realismo.
Andrew Clements, Una storia di scuola, Milano, Rizzoli, 2016; pp. 191
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