Si
tratta di una piccola antologia di narrativa di fantascienza nella collana
scolastica dell’Einaudi “Letture per la scuola media”, ed è, senza esagerare,
un piccolo gioiello di genere assemblato da Fruttero & Lucentini, uno dei
più inossidabili sodalizi letterari italiani, il tandem che ha diretto la
collana fantascientifica “Urania” di Mondadori per oltre un quarto di secolo,
contribuendo in modo decisivo a formare l’immaginario fantascientifico di
intere generazioni di lettori. L’ora di
fantascienza raccoglie nel suo complesso ventiquattro racconti, articolati
in quattro sezioni che, nel loro insieme, si proponevano di introdurre il
giovane lettore a un genere di narrativa popolare variegato e complesso come
quello della science fiction, o SciFi
che dir si voglia, termine coniato nel 1926 da Hugo Gernsback, scrittore ed
editore di “Amazing Stories”, la prima rivista fantascientifica della storia –
la traduzione italiana fantascienza risale
invece al 1952 e fu attribuita a Giorgio Monicelli, all’epoca direttore di
“Urania” –. L’indice della raccolta gioca con intelligenza sui quattro grandi
nodi tematici del genere: l’incontro con specie aliene, i viaggi nello spazio
(compresa la sempre affascinante variante del viaggio nel tempo), i computer e
i robot, l’immaginazione del futuro, qui declinata ora in chiave utopica, ora
distopica. Ne esce una mappa compatta ma sorprendentemente ricca, capace di
restituire al lettore alle prime armi la varietà di registri e di idee che
caratterizzano la fantascienza, ben oltre gli stereotipi più superficiali. Il
tutto prende forma attraverso gli sguardi multiformi di sedici autori, tra cui
spiccano Fredric Brown (il nume tutelare del racconto breve con finale a
sorpresa), Isaac Asimov (il più grande architetto di mondi razionali), Arthur
C. Clarke (il più visionario), Richard Matheson (il più crudo e perturbante) e
Ray Bradbury (il più lirico e struggente). Ma il pregio maggiore dell’antologia
sta forse proprio nella capacità di far dialogare voci celebri e nomi meno
noti, offrendo una panoramica equilibrata e mai scontata. Si comincia con Sentinella di Brown, brevissimo quanto
spiazzante, quasi un manifesto del racconto fulmineo a rovesciamento finale,
per chiudere con Il posto senza nome
di Raylyn Moore, racconto inquieto e sospeso; in mezzo, il volume dissemina
autentiche gemme di genere come Nato
d’uomo e di donna di Richard Matheson, disturbante e indimenticabile, I dati disponibili sulla Reazione Worp
di Lion Miller, piccolo esercizio di immaginazione scientifica, Strada buia di Clarke, Parola chiave di Asimov, La settima vittima di Richard Sheckley,
Giorno d’esame di Henry Slesar e L’ultima pozzanghera di Ballard, ognuno
capace, a suo modo, di lasciare una traccia. A distanza di anni, questa
antologia conserva intatta la sua funzione: non solo porta d’ingresso per
lettori giovani, ma anche agile repertorio per chi voglia riscoprire, in forma
breve, alcune delle intuizioni più fertili della fantascienza classica. Un
libro che si legge velocemente, ma che continua a lavorare nella mente, come
spesso accade con i racconti migliori. Da non perdere.
AA.VV., L’ora di fantascienza, a c. di C. Fruttero e F. Lucentini,
Torino, Einaudi, 1990; pp. 316

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