Il
genere letterario del poliziesco è noto in tutto in mondo con la denominazione mistery, noir o detective story ma
in Italia è definito semplicemente giallo per la fortuna dell’omonima collana “Giallo
Mondadori”, che dal 1929 ha pubblicato migliaia di titoli di romanzi e raccolte
di racconti incentrate su delitti, misteri, furti, insomma storie con un
crimine compiuto in un ambiente chiuso e con un numero ristretto di possibili
colpevoli (da scoprire rigorosamente all’ultima pagina). Il titolo di massima
giallista mondiale è da sempre appannaggio di Agatha Christie (1890-1976), prolifica
autrice britannica con un’ottantina di opere in carriera tradotte in oltre
cento lingue e più di due miliardi di copie vendute (per non parlare delle
innumerevoli traslazioni sul grande e sul piccolo schermo). La Christie è nota
ovviamente anche per due fortunatissimi personaggi seriali: il detective belga Hercule Poirot e la
straordinaria investigatrice dilettante Miss Marple. Quest’ultima è quanto di
più lontano dal prototipo dell’eroico risolutore di misteri intricati: ha i
capelli bianchi raccolti in una crocchia, un’aria innocente e sembra
costantemente impegnata a lavorare a maglia, insomma, parrebbe un’innocua
vecchietta che si alterna tra l’hobby del
giardinaggio e i lavori di ricamo, e tra l’altro ha passato la sua vita in un
piccolo paese. In contrasto con le apparenze è invece una detective con un fiuto infallibile che le consente di risolvere il
crimine più complicato, magari arrivando alla soluzione prima di Scotland Yard…
Miss Marple alla riscossa è un’antologia
che riunisce sette racconti tra i più famosi che Agatha Christie ha dedicato alla
sua anziana investigatrice per diletto preferita e almeno quattro sono delle piccole
gemme del genere. La raccolta prende avvio con Il Club del Martedì Sera, un racconto che rappresenta
l’esemplificazione del "metodo Marple", dove l’enigma della macchia
di sangue svanita rivela come il microcosmo di un villaggio contenga, in
miniatura, l'intera fenomenologia del crimine umano. Notevole anche il
successivo Miss Marple racconta un caso:
un gioiello di narrazione retrospettiva in cui la protagonista, rievocando un
omicidio avvenuto in una camera chiusa di un albergo, smonta un castello di
prove apparentemente schiaccianti contro una cameriera analizzando unicamente i
dettagli trascurabili del comportamento umano. Da segnalare anche Il caso della domestica perfetta, dove
la Christie costruisce un sofisticato gioco di specchi e sostituzioni che
brilla per la feroce osservazione delle gerarchie sociali e delle ipocrisie
annidate tra le mura domestiche della borghesia britannica. L'antologia si
chiude con Morte per annegamento, un
racconto più cupo e d’atmosfera, dove la tragedia di una giovane vita spezzata
solleva il velo sulle crudeltà provinciali, affrontate da Miss Marple con una
pietas lucida e disincantata. In definitiva, questa antologia non è solo una
sfilata di enigmi brillanti, ma un trattato sull'immutabilità della colpa
nascosta sotto il velo della rispettabilità di provincia. Agatha Christie
affida a Miss Marple il compito di dimostrare che non esiste dettaglio troppo
infimo, o maglia troppo stretta, da non poter rivelare lo strappo di un
delitto. È una lettura che restituisce il giallo alla sua dimensione più
autentica: quella di un’indagine clinica sulle zone d’ombra dell’animo umano,
condotta con una lucidità che non concede sconti a nessuno. D'altra parte, uno
dei pochi occhi in grado di rendersene conto è proprio quello della detective non professionista partorita
dall’acume della miglior giallista della storia della letteratura...
Agatha Christie, Miss Marple alla riscossa, Milano, Mondadori, 2016; pp. 151