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venerdì 23 ottobre 2026

STAGIONI DIVERSE, LA RACCOLTA PERFETTA DI STEPHEN KING

Lui è Stephen King, il re del brivido, classe 1947, ed è un nome che non ha bisogno di presentazioni, trattandosi di uno dei massimi narratori contemporanei, nonché di uno dei più prolifici, dato che ha scritto libri di tutti i generi, oltre ad aver indagato ogni possibile sfumatura dell’horror e del soprannaturale da Shining a It, da Dolores Claiborne a Misery, da Cose preziose a Il miglio verde. Autore di talento anche nella misura della cosiddetta narrativa breve – d’obbligo ricordare la raccolta A volte ritornano –, ha raggiunto praticamente la perfezione da questo punto di vista con Stagioni diverse, che assortisce quattro racconti lunghi assolutamente straordinari, tre dei quali sono già stati trasposti sul grande schermo in altrettanti splendidi film quali Stand by me di Rob Reiner (1986), Le ali della libertà di Frank Darabont (1994) e L’allievo di Bryan Singer (1998). Il racconto d’apertura della raccolta s’intitola Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank  e parla della triste storia del tranquillo banchiere Andy Dufresne, finito dietro le sbarre con l’infamante accusa dell’omicidio della moglie pur dichiarandosi innocente. In prigione diventa un personaggio rispettato che elargisce consigli finanziari alle guardie (e all’ipocrita direttore) e allestisce una biblioteca per i compagni prigionieri. Diventa amico inseparabile di Red e tutto cambia quando riesce finalmente ad avere un poster di Rita Hayworth da appendere al muro della cella, un dettaglio fondamentale per gli sviluppi della vicenda che il lettore scoprirà solo alla fine. Segue a ruota Un ragazzo sveglio in cui il giovane Todd Bowden, in apparenza il tipico ragazzino impeccabile, riconosce nell’anziano Arthur Denker un ex criminale di guerra nazista e, con la minaccia di denunciarlo, lo costringe a raccontargli le atrocità compiute ai tempi dell’Olocausto in una spirale morbosa e malsana, facendosi sedurre dal fascino perverso del male. Il terzo racconto è Il corpo, ambientato nell’indimenticabile estate del 1960 a Castle Rock: quattro ragazzini decidono di seguire i binari della ferrovia per rintracciare il cadavere di un coetaneo che pare sia stato investito da un treno. Durante il viaggio on the road emergono i sogni e le paure dei piccoli protagonisti: il narratore interno, Gordie, dopo la drammatica morte del fratello maggiore sente che per i suoi genitori è diventato invisibile, il dinamico Chris sente su di lui il peso di una famiglia svantaggiata che gli impedirà di farsi strada nella vita, Teddy ha un rapporto tormentato col padre ex reduce di guerra, Vern è il prototipo del ragazzino goffo e timido. Il quarto e ultimo racconto della raccolta è Il metodo di respirazione: siamo in un misterioso club di New York in una fredda vigilia di Natale e ogni partecipante racconta una storia davanti al caminetto. Il dottor McCarron narra la strana vicenda di Sandra Stansfield, una ragazza madre che nel perbenismo imperante degli anni Cinquanta intende portare avanti la gravidanza nonostante l’ostilità circostante. Il medico le insegna un metodo di respirazione destinato a diventare la chiave di volta di un parto inquietante e surreale. Non a caso si tratta del racconto più perturbante e apertamente fantastico del libro. Sono le quattro indimenticabili storie delle Stagioni diverse, quattro piccoli romanzi di uno Stephen King al cento per cento della sua migliore forma creativa. Tra parentesi, il titolo della raccolta si comprende considerando i titoli per esteso dei quattro racconti, che hanno sempre un riferimento a una delle quattro stagioni. Imperdibile.

Stephen King, Stagioni diverse, Milano, Sperling & Kupfer, 1998; pp. 586

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