martedì 18 novembre 2025

STORIE DI GIOVANI FANTASMI (GARANTISCE ASIMOV)

S’intitola Storie di giovani fantasmi ed è un’intrigante raccolta horror a tema rigorosamente ectoplasmico: assortisce nel complesso dieci storie di fantasmi (ovviamente giovani) che sono state assemblate dal nume indiscusso della fantascienza novecentesca, Isaac Asimov. Nella godibile introduzione il grande scrittore e divulgatore scientifico americano si schermisce col gentil pubblico ammettendo candidamente in apertura di non credere ai fantasmi – sarebbe stato difficile immaginare il contrario, considerando il pedigree scientifico di Asimov – per dichiarare con sincerità un attimo dopo che comunque non gli piacerebbe affatto l’idea di trascorrere una notte in una casa infestata… In effetti l’idea dell’esistenza dei fantasmi è profondamente radicata nella cultura popolare e affonda le sue radici nella storia remota dell’umanità: il termine inglese ghost si riallaccia al tedesco Geist, che significa “spirito”, in inglese spirit, un sinonimo di ghost ma con un’accezione meno spaventosa. Il passo successivo è il latino spiritus, che è associato all’idea di respiro vitale che s’interrompe con la morte, e spiega l’associazione dei fantasmi con le lenzuola bianche ovvero i sudari con cui nell’antichità venivano sepolti i cadaveri. Comunque sia – e superstizioni a parte – all’interno di questa raccolta trovano spazio le dieci storie di altrettanti maestri dell’horror di marca gotica che, senza servirsi di descrizioni raccapriccianti ma col sapiente uso della suspense, ci faranno incontrare con viandanti ormai defunti per strada, con gli spiriti dei tempi andati, con giovani fantasmi legati all’antica stanza dei giochi del passato. E alcuni sono davvero delle chicche di genere, come l’ombrosa storia on the road di Sulla strada di Brighton di Richard Middleton, il malinconico viaggio nel passato studentesco di Vecchi fantasmi di Richard Matheson o l’inquietante escursione naturistica de La strada del crepuscolo di Hesba Fay Brinsmead. Insomma, che crediate o no nei fantasmi, una lettura perfetta per chi ama le storie lugubri e ricche di tensione. Da provare.

AA.VV., Storie di giovani fantasmi, a c. di I. Asimov, Milano, Mondadori, 1999; pp. 177

 

sabato 11 ottobre 2025

NELL’ULTIMO PAULSEN SOFFIA IL VENTO DEL NORD

Cominciamo col dire che si tratta dell’ultimo romanzo del grande Gary Paulsen, uno che è stato nella sua lunga ed avventurosa vita tra gli indiscussi maestri della narrativa per ragazzi contemporanea, con qualcosa come duecento libri scritti in carriera (spesso vincitori di prestigiosi premi): già questo dettaglio basterebbe a consigliarne la lettura, ma fin dalle primi pagine salta all’occhio che non si tratterebbe di un doveroso tributo a un romanziere dallo stile a pronta presa… Vento del Nord è al contrario l’ennesima meraviglia di uno scrittore che ha sempre dialogato a tu per tu con l’avventura con la A maiuscola. E stavolta è un’avventura di quelle veramente inquietanti ed estreme: siamo in un passato imprecisato del Nord del mondo, in un non meglio specificato villaggio di pescatori, e dal mare arriva una contagiosa malattia, in un giorno particolarmente sventurato per quella disgraziata comunità, che comincia implacabilmente a morire dalla comparsa dei primi sintomi. Alla fine per salvarsi se ne va un ragazzino, Leif, un umile topo di nave, senza famiglia, un diseredato, trattato male da tutti, su una canoa che condivide col fratellino Carl. A un certo punto, fuggendo via senza sapere dove, seguendo semplicemente il vento, Leif perde anche lui, resta disperatamente solo e col peso crescente sulle spalle di avere le ore contate egli stesso. Invece sopravvive e continua a dirigersi a Nord, sempre in solitudine, eccettuando gli incontri (talvolta potenzialmente letali) con animali dalla natura (volontariamente o non) predatrice, come orsi, balene, orche e rapaci. Talvolta lo sfortunatissimo protagonista cerca anche di costruire qualcosa che poi puntualmente finisce per perdere per le cause più diverse, trovandosi in una situazione addirittura peggiore rispetto a quella, già disastrosa, di partenza, ma continua imperterrito a cercare di sopravvivere e, nel farlo, un giorno dopo l’altro matura e alla fine del viaggio forse riesce anche nell’impresa più eccezionale per un ragazzo giovane e inesperto come lui: trovare se stesso. E noi lettori siamo sempre lì, nascosti dall’altra parte della pagina, a condividere quello che lui sta vivendo, e forse a crescere un po’ insieme a lui. Un bellissimo romanzo di formazione con un soggetto semplice quanto originale. E la tristezza aumenta quando si arriva all’ultima pagina di Vento del Nord con l’animo scosso da questa tardiva gemma letteraria. Per la triste consapevolezza che purtroppo stavolta si tratta proprio dell’ultima, maledizione…

Gary Paulsen, Vento del Nord, Milano, Piemme, 2022; pp. 188

IN ARTE EULARIA, UN ROMANZO PER RAGAZZI A TEMPO DI COMMEDIA DELL'ARTE

S'intitola In arte Eularia ed è un romanzo per ragazzi incentrato su una delle attrici più affascinanti della Commedia dell'Arte, Orsola Cortesi, vissuta a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo e nota al pubblico col nome d'arte di Eularia: l'autrice, Caterina Nencetti, è una giovane insegnante di Lettere di una scuola secondaria di primo grado della provincia di Firenze e per il suo romanzo d'esordio ha attinto a piene mani dai suoi studi come ricercatrice in Storia del teatro e dello spettacolo, oltre che alla sua esperienza in laboratori teatrali rivolti a giovani e adulti. La storia prende avvio in un fresco pomeriggio di primavera del 1718, nel convento di Montargis, e ci fa conoscere Eularia, l'anziana madre di una delle suore del posto, che si scopre all'improvviso incapace di capire il francese in seguito ai postumi di una brutta caduta. Poi, col primo capitolo, saltiamo a piè pari ai giorni nostri, in quel di Cento di Budrio, nelle campagne bolognesi, in un giorno qualunque di dicembre, quando la più coraggiosa di un gruppo di ragazzini sfida gli altri a seguirla in una casa abbandonata in mezzo al nulla che ha una brutta fama e che tutti ritengono infestata dagli spiriti: la segue soltanto il suo amico del cuore, facendosi coraggio. Nell'immancabile casa stregata non ci sono fantasmi, però i due ragazzi, Chloé e Duccio, trovano lo stesso qualcosa... Scopriremo più avanti che si tratta di uno strano bauletto piuttosto complicato da aprire: quando succederà, con loro ci troveremo immersi tra le pagine di un antico manoscritto, un diario che fin dall'inizio esorta eventuali lettori a non dedicare attenzione a queste pagine "se non sono disposti a farle vivere". Con un inizio così misterioso, va da sé che i due ragazzi non potranno che andare avanti, scoprendo che l'autrice in arte è nota come Eularia ma per l'anagrafe si chiama Orsola ed è nata nel lontano 1638. Da qui il romanzo si sviluppa in continua alternanza tra le giornate a scuola e in famiglia dei due ragazzi - che frequentano la terza media e hanno una prof di Italiano che si chiama Broccoletti ed è pure appassionata di teatro - e le schegge autobiografiche di Eularia, che i due giovani lettori potranno leggere solo nei momenti liberi da compiti e impegni vari, con la promessa di sfogliare quelle pagine sempre rigorosamente in coppia. Solo alla fine, ovviamente, potremo scoprire con i due giovanissimi protagonisti il senso di quello strano divieto iniziale, sulle orme dell'avventurosa vita di una delle attrici più apprezzate della Commedia dell'Arte, sia in patria che Oltralpe, tra l'esordio sul palcoscenico, i successi, gli amori, le sorprese e le illusioni. In arte Eularia è un intrigante romanzo per ragazzi che funziona per due livelli narrativi, alternando le 'normali' vite di due studenti di terza media amici per la pelle - con l'immancabile esame che incombe a fine anno scolastico - e le pagine di vita vissuta di una donna che ha segnato il teatro del proprio tempo e vissuto le classiche nove vite. La suspense per lo scioglimento del mistero, neanche a dirlo, regge fino alla fine della storia. A contrappuntare siffatto plot figurano anche degli intriganti squarci di vita scolastica, come alcune drammatizzazioni che sembrano nate tra i banchi di una vera classe. Assolutamente da leggere.

Caterina Nencetti, In arte Eularia, Signa (FI), Masso delle Fate, 2024; pp. 209

venerdì 10 ottobre 2025

I PRIMI, INQUIETANTI RACCONTI DI MATHESON

Negli anni Cinquanta, quando la fantascienza americana cercava di uscire dal ristretto cerchio delle riviste pulp, Richard Matheson diventò un nome di punta della narrativa breve. Tra il 1950 e il 1959 scrisse decine e decine di racconti che sono stati pubblicati in una doppia raccolta della Fanucci, e che nel loro complesso rivelano uno scrittore in grado di miscelare sulla pagina scritta tensione, sensibilità introspettiva e capacità descrittiva come pochi altri prima di lui. Nato nel 1926 e scomparso nel 2013, Matheson non è stato "soltanto" uno straordinario scrittore di romanzi – il suo apice è senza dubbio Io sono leggenda, uno dei più potenti romanzi distopici del Novecento – ma anche un apprezzato sceneggiatore cinematografico e televisivo: alcune delle sue storie furono adattate in episodi della serie “Ai confini della realtà”, e fu lui stesso ad adattare il suo racconto Duel per l'omonimo film d’esordio di un giovane Steven Spielberg. Il cuore pulsante dell'arte narrativa di Matheson è tutto nei racconti: spesso brevi, sempre tirati e lucidissimi, solitamente centrati su smagliature di una realtà fotografata nel momento stesso in cui s'incrina per aprire le porte al misterioso e all'inquietante. Le storie di Matheson in genere prendono le mosse da situazioni ordinarie – un viaggio in auto, una casa isolata, un pomeriggio qualunque – e si trasformano in esperienze di paura psicologica dove l’elemento soprannaturale è solo il riflesso di una crepa interiore. Lo stile è essenziale, quasi asciugato di ogni orpello, tutto giocato su frasi brevi, dialoghi taglienti, sapienti alternanze tra luce e ombra. Si avverte in ogni pagina la sua esperienza da sceneggiatore: la tensione cresce senza spiegazioni, i dettagli contano più dei pensieri, l’incubo arriva come una conseguenza naturale di un gesto o di una parola, come succede ad esempio nell'inquietante interrogatorio al centro di Dai canali. È una scrittura che non cerca effetti speciali, ma che li provoca dentro chi legge. I suoi personaggi spesso sono uomini soli, logorati dall’ansia o da un senso di inadeguatezza, e vivono le loro vicende in ambientazioni degli Stati Uniti del dopoguerra, agli esordi della guerra fredda, in un paese oppresso dalla perdita di controllo, dalla minaccia invisibile rappresentata dall'Unione Sovietica, talvolta anche dalla trasformazione tecnologica. Spesso non ci sono mostri veri, perché il mostro è quasi sempre dentro di noi, come Matheson ha iniziato a insegnarci fin dal suo primo racconto, l'insostenibile Nato d'uomo e di donna. La narrativa di Matheson racconta la normalità come un terreno instabile, dove basta poco per perdere l’equilibrio: leggere oggi le sue storie significa ritrovare le origini del fantastico moderno, spesso giocato più sull'alienazione che su alieni, su paure quotidiane (magari inspiegabili) più che su catastrofi cosmiche. Questa doppia raccolta Fanucci restituisce intatto lo sguardo limpido e inquieto di Matheson, la sua capacità di far emergere l’assurdo dal banale e di ricordarci che la vera frontiera, quella più pericolosa, non è nello spazio ma nella mente dell'uomo.

Richard Matheson, Tutti i racconti. Vol. 1: 1950-1953, Roma, Fanucci, 2019; pp. 576

sabato 16 agosto 2025

LA VARIANTE DI LÜNEBURG: L'ESORDIO DI PAOLO MAURENSIG

Opera prima di Paolo Maurensig (1943-2021), La variante di Lüneburg è un sofisticato giallo psicologico, i cui intrighi narrativi — raccontati attraverso una struttura a scatole cinesi — sono tutti indissolubilmente legati al gioco degli scacchi. La storia non a caso prende avvio facendo riferimento a una sanguinaria leggenda sul gioco, poi continua dipanando davanti al lettore le misteriose circostanze della morte di uno dei protagonisti, il maturo e ricco imprenditore viennese Dieter Frisch: il cadavere dell'uomo è stato ritrovato in un labirintico giardino, al cui centro campeggia un'enorme scacchiera con arbusti potati a ricordare i pezzi degli scacchi. Probabile suicida, anche se senza apparente motivo, Frisch era un cultore del gioco fin dall'infanzia e da anni dirigeva un'autorevole rivista di scacchistica. Da qui Maurensig fa macchina indietro, ricostruendo l'ultimo giorno di vita del defunto, un venerdì trascorso a lavorare a Monaco per poi tornare, secondo consolidata routine, nella villa di famiglia a Vienna in treno. Il tragitto Frisch e il fido braccio destro Baum lo trascorrono come sempre, giocando a scacchi in un vagone desolatamente vuoto. Stavolta, però, a turbare il gioco, si aggiunge un terzo incomodo: si tratta di Hans Mayer, un giovane in evidente difficoltà, che sopravvive disegnando ritratti umoristici e che un tempo era stato un campione di scacchi. I due ascoltano la storia del giovane, caratterizzata da una passione devastante per il gioco che lo aveva spinto sull'orlo del baratro (e a un passo dal successo), dopo che il suo grande maestro — l'enigmatico e misterioso Tabori — era sparito all'improvviso dalla sua vita. Era poi riapparso anni dopo, con un segreto da rivelare al suo ritrovato protetto (e un compito da portare a termine) giusto un attimo prima di morire. Mayer dovrà appunto raccontare lo stesso segreto a Frisch, prima di mostrargli la misteriosa eredità che ha promesso di consegnare all'affarista da parte del maestro, che evidentemente in passato aveva avuto modo di conoscerlo. Nel frattempo però Baum è arrivato a destinazione, così il proseguimento del racconto è rivolto al solo Frisch. La parte conclusiva del romanzo ci porta indietro nelle maglie del tempo, in una rilettura metaforica del conflitto al centro degli scacchi, nello scenario più terribile e singolare che si possa immaginare: durante l'Olocausto, a Bergen-Belsen, uno dei campi di sterminio nazisti più tremendi della seconda guerra mondiale. È qui che si giocherà una sfida a scacchi che, in tempo di pace, avrebbe potuto avere in palio la corona mondiale; in tempo di guerra, invece, ha la posta in gioco più alta che si possa immaginare. Il riferimento alla variante di Lüneburg (che nella scacchistica non esiste) richiama appunto la piana dove fu costruito il campo di Bergen-Belsen e simbolicamente nella storia sembra rappresentare il ruolo del destino nell’eterna lotta tra bene e male che caratterizza la storia umana. Nel complesso La variante di Lüneburg è uno splendido romanzo breve sul valore della memoria e sulla passione esclusiva per il gioco per eccellenza tra i giochi di strategia. Nella storia, ça va sans dire, si avvertono evidenti assonanze con la celebre Novella degli scacchi di Stefan Zweig. Assolutamente da scoprire.

Paolo Maurensig, La variante di Lüneburg, Milano, Adelphi, 2022; pp. 158

martedì 20 maggio 2025

VIAGGIA VERSO, UN LIRICO ON THE ROAD VERSO L’ADOLESCENZA

Scrittrice pluripremiata di libri di poesia e di prosa rivolti all’infanzia e all’adolescenza, Chiara Carminati è nata e vive a Udine; tra le tante opere pubblicate finora, è doveroso ricordare almeno il recente Fuori fuoco, che si è aggiudicato il Premio Strega Ragazzi e Ragazze nell’edizione 2016. Il suo libro più intrigante s’intitola Viaggia verso. Poesie nelle tasche dei jeans ed è una raccolta illustrata di ben ottanta poesie rivolte all’adolescenza e dintorni, un variegato mondo che raccoglie ragazzi dai dieci-undici anni in su, perché spesso anche gli adulti conservano dentro di sé un pezzettino del ragazzo del tempo andato. Questo viaggio lirico comincia con una poesia programmatica come Perché odio la poesia, dove l’autrice spiega che appunto odia la poesia “quando spreme / il succo alle stagioni / il sangue agli ideali / i nomi alle emozioni”: e già l’apripista è indicativa del particolare stile della Carminati, basato su versi che si succedono quasi senza interpunzione, o talvolta giocati su parole che sembrano alternarsi seguendo suggestioni spontanee, ma capaci comunque di catturare sprazzi dell’universo giovanile che intendono raccontare, schegge di storie adolescenziali, fotografie delle tendenze dei ragazzi di oggi, i cosiddetti nativi digitali. Una poesia dopo l’altra scopriremo la meraviglia dell’adolescenza, fatta delle forti suggestioni che caratterizzano un periodo esistenziale in cui l’amicizia è tutto, in cui si scopre il vero amore, ci si perde dietro la moda, si viene assorbiti dall’estetica di riferimento o ci si sente esplodere dentro la scintilla della protesta. Insomma, l’adolescenza in versi, come esemplifica alla perfezione In mezzo: “Quelli piccoli sanno di minestrina / astucci di plastica / gomma / da cancellare / e di sono come / tu mi vuoi / quelli grandi sanno / di sudore / scarpe da ginnastica / gomma / da masticare / e di non saremo mai / come voi / E in mezzo / in bilico / tra prima e poi / ci siamo noi”. Il tutto, con un’ironia costante sullo sfondo, che a volte emerge in modo fulminante, come in Poesia: “Quando il cielo è di panna montata / e sui monti c’è zucchero a velo / Quando il sole è un’arancia candita / e il tramonto è sciroppo amarena / Quando il mare è una zuppa di pollo / e la sabbia è color caramello / allora non sono poeta. / Sono a dieta”. Contrappuntano con efficacia ed ironia le illustrazioni di Pia Valentinis. Assolutamente da provare.

Chiara Carminati, Viaggia verso. Poesie nelle tasche dei jeans, Milano, Bompiani, 2018; pp. 144 

CONTINUA A CAMMINARE, UN LIBRO DI GABRIELE CLIMA

L'autore di Continua a camminare è il milanese Gabriele Clima, classe 1967, scrittore e illustratore di libri di narrativa per l'infanzia e per ragazzi (tra cui Il sole fra le dita, premio Andersen 2017), solitamente caratterizzati da tematiche quali la diversità, l'integrazione e l'intercultura. Sotto questo profilo non fa eccezione questo romanzo, che racconta le storie di due bambini che s'intrecciano sullo sfondo del conflitto siriano, che dal marzo 2011 ha causato qualcosa come quattrocentomila vittime e ben dodici milioni di profughi, numeri a dir poco impressionanti. In particolare, Clima si è concentrato su due vicende ispirate a fatti reali: da una parte l'esempio edificante di Abu Malek, impegnato con altri volontari a ricostruire una biblioteca con i libri recuperati dagli edifici bombardati, così rimessi a disposizione della propria gente, perché la cultura può fermare la guerra; dall'altra, la triste storia di Spozhmay, una bambina di dieci anni indotta dai suoi familiari a farsi saltare in aria per mezzo di una cintura esplosiva in un posto di controllo nella periferia di Kabul. Ispirandosi a queste due storie, Clima ci racconta in parallelo quelle di Salìm e di Fatma, ricostruendone i rispettivi background che li hanno fatti mettere in cammino, anche se diretti verso mete assai diverse: il primo rivolto verso l'Europa in cerca di una vita migliore (e sicura), la seconda verso un obiettivo militare per un attacco kamikaze di cui ignora realmente le motivazioni. Il primo è accompagnato dal padre nel suo viaggio di speranza in mezzo al nulla; la seconda è sola ed è stata armata dal fratello fondamentalista per esplodere in mezzo ai (presunti) nemici religiosi. Clima ne scandisce le tappe senza preoccuparsi di indagare in profondità le ragioni e le contraddizioni del conflitto siriano, concentrandosi sulle due storie umane da raccontare e contrappuntando i vari capitoli – che alternano il punto di vista di Salìm con quello di Fatma – con alcune liriche di poeti siriani contemporanei, nel tentativo di evidenziare, in un finale all'insegna della speranza, la contrapposizione tra l'orrore della guerra e la bellezza della poesia. Alla fine, per uno strano scherzo del caso, le strade dei due adolescenti in cammino finiranno addirittura per incrociarsi. Continua a camminare  è un bel romanzo per ragazzi che offre uno spaccato efficace di uno dei più controversi conflitti contemporanei, tra la via contrapposta del fondamentalismo e quella di chi abbandona la propria terra in cerca di un domani migliore. Clima ci conduce per mano in mezzo a queste atrocità contemporanee, spesso ignorate dai media, con la sua prosa asciutta ed essenziale. Assolutamente da provare.

Gabriele Clima, Continua a camminare, Milano, Feltrinelli, 2017; pp. 159 

OPEN: LA STORIA DI ANDRE AGASSI

Lui è Andre Agassi da Las Vegas, classe 1970, uno dei talenti più cristallini che abbiano mai giocato su un campo di tennis, uno sportivo ch...