È
difficile presentare un libro che, dal 1997 a oggi, ha segnato l’immaginario di
milioni di lettori in tutto il mondo senza ridurlo a una semplice etichetta di
successo planetario, ma proprio questo è il destino che Harry Potter e la
pietra filosofale sembra destinato a portare ancora a lungo.
L’autrice, Joanne Rowling, classe 1965, concluse il manoscritto del primo
episodio della saga nel 1995: dopo il divorzio dal primo marito viveva a
Edimburgo con la figlia Jessica, e il romanzo fu inizialmente rifiutato da
numerosi editori perché giudicato troppo lungo, finché la Bloomsbury, allora
casa editrice poco conosciuta, accettò di pubblicarlo suggerendole di adottare
lo pseudonimo di J.K. Rowling. Il successo arrivò quasi per magia grazie al
passaparola, tanto che i sei volumi successivi, da Harry
Potter e la camera dei segreti (1998) fino a Harry Potter e i doni della morte (2007), registrarono
vendite record fin dal primo giorno di uscita. A consolidare il fenomeno
contribuirono poi gli otto film prodotti dalla Warner Bros., a partire da Harry Potter e la pietra filosofale diretto da Chris
Columbus nel 2001. Il primo romanzo della fortunata serie prende avvio
presentandoci il suo protagonista, predestinato a diventare un grande mago fin
dalla nascita, ma cresciuto senza amore dai suoi zii babbani, i Dursley, al
numero 4 di Privet Drive, a Little Whinging. È qui che, a undici anni, Harry riceve, per mano
del mezzo gigante Hagrid, la lettera che lo invita a frequentare la scuola di
magia e stregoneria di Hogwarts. Da Hagrid scopre anche la verità sulla morte
dei suoi genitori, entrambi maghi, uccisi dal potente stregone oscuro Voldemort
– che tutti chiamano Tu-Sai-Chi per timore di pronunciarne il nome – e
comprende perché Albus Silente e Minerva McGranitt lo abbiano affidato ai
parenti umani. Dopo aver acquistato l’occorrente per la scuola di arti arcane nella magica strada londinese Diagon Alley (accessibile solo ai maghi),
Harry si reca alla stazione londinese di King’s Cross, attraversa l'invisibile barriera
del binario 9¾ e sale sull’Espresso per Hogwarts, dove stringe amicizia con il goffo Ron
Weasley e con la saccente Hermione Granger, destinati a diventare i suoi inseparabili compagni
di avventura. A scuola entra nella casa di Grifondoro, segue le lezioni dei suoi
eccentrici docenti, scopre il magico gioco del Quidditch e si ritrova, insieme
ai due amici, a indagare sul (pericoloso) mistero della pietra filosofale,
l’oggetto leggendario creato dall’alchimista Nicolas Flamel capace di donare
ricchezza e l’elisir di lunga vita. Fin dalle prime pagine si ha la sensazione
di entrare in un universo narrativo costruito con calibrata precisione, un
mondo coerente e ricchissimo di dettagli che cattura il lettore grazie a una
trama principale solida e a una fitta rete di sottotrame. Il cast di personaggi
è uno dei punti di forza del romanzo: Harry, Ron e Hermione sono figure in
crescita che il lettore impara a seguire e ad amare nelle loro capacità e
idiosincrasie, ma altrettanto memorabile è la galleria di personaggi secondari,
dagli studenti di Hogwarts agli insegnanti, tra cui spiccano Albus Silente e
Minerva McGranitt. In tralice inoltre il libro della Rowling si rivela al contempo un
potente romanzo di formazione in cui il protagonista adolescente muove i primi
passi per superare il lutto che ha condizionato la sua infanzia, impara il valore
della scelta etica rispetto al talento, l’importanza del sacrificio per il
prossimo. I numeri confermano l’efficacia di questa costruzione
narrativa: dalla sua uscita ad oggi Harry Potter e la pietra
filosofale ha venduto 120 milioni di copie ed è stato tradotto
in 77 lingue, compresi il latino e il greco antico. Più che chiedersi il perché
di un simile successo, viene naturale riconoscere che J.K. Rowling ha saputo
creare un classico del fantasy capace
di parlare con la stessa forza a generazioni diverse di lettori. Una lettura
che non si limita a intrattenere, ma invita a tornare, ancora e ancora, in un
mondo narrativo che sembra non esaurirsi mai. Quindi, attenti a sfogliare le
prime pagine, potreste rischiare di finire in un arcano loop letterario…
J. K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, Milano, Salani, 2004; pp. 296
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