martedì 24 febbraio 2026

LA FORESTA DEI PIGMEI: LA FINE DELLA SAGA DI AQUILA E GIAGUARO

Come solitamente avviene in ogni trilogia che si rispetti, a La città delle bestie e Il regno del drago d’oro si affianca puntualmente anche La foresta dei pigmei, terza ed ultima parte della nuova serie romanzesca per ragazzi intitolata complessivamente Le memorie di Aquila e Giaguaro, che Isabel Allende, classe 1942, ha voluto dedicare ai suoi lettori più giovani. Anche stavolta l’autrice de La casa degli spiriti ha architettato una trama a base di avventura, viaggio, magia e buoni sentimenti come nelle due tappe precedenti: in particolare la storia al centro de La foresta dei pigmei pare mutuare in modalità inquietanti il soggetto di Indiana Jones e il tempio maledetto che, per la cronaca, a detta unanime della critica è sempre stato ritenuto l’anello debole della trilogia spilberghiana. Invece del mitico Indy i due protagonisti dell’ultima fatica di Isabel Allende sono Alex e Nadia (Giaguaro e Aquila nelle loro identità totemiche), due adolescenti legati da un indissolubile legame d’amicizia forgiato nella foresta amazzonica e cementato in un’avventurosa trasferta tra le cime dell’Himalaya: nuovamente arruolati dall’inossidabile Kate Cold, la nonna giornalista di Alex, i due ragazzi ritrovano il gruppo di inviati del “National Geographic” dei due precedenti episodi, stavolta diretti alla volta dell’Africa nera per un reportage sui safari a dorso d’elefante. Ma già all’arrivo a Nairobi, Alex e Nadia si rendono conto che ne La foresta dei pigmei li attende una delle loro ‘solite’ avventure quando un’indovina li avverte che solo restando uniti riusciranno ad uscire indenni dall’incontro con un terribile mostro a tre teste. Nonostante l’ammonimento, solo alla fine della settimana successiva, quando la coraggiosa pilota Angie si accinge a riportare la spedizione alla civiltà, entra in scena uno squinternato missionario, fratel Ferdinando, alla disperata ricerca di due confratelli sperduti in una regione praticamente inaccessibile, e convince l’équipe giornalistica ad accompagnarlo a Ngombué, la possibile meta dei due religiosi dispersi. La deviazione costa cara alla spedizione: costretti ad un atterraggio di fortuna nella giungla, i nostri eroi sono soccorsi da una tribù di pigmei che spiega loro come la loro pacifica vita di un tempo sia stata irreversibilmente sconvolta dall’arrivo del terribile re Kosongo, dal violento capo militare Mbembelé e dal tetro stregone Sembo. Da quel momento la loro tribù è stata ridotta in schiavitù: gli uomini costretti a cacciare gli elefanti per l’avorio delle loro zanne ed a cercare diamanti, le donne obbligate a svolgere la manuntezione del villaggio, i bambini tenuti come ostaggi per ritorsione. Ma con un pizzico di soprannaturale l’armonia tornerà a regnare nel cuore dell’Africa nera e i pigmei torneranno liberi, mentre l’amicizia adolescenziale dei due giovani protagonisti è destinata a sfociare in qualcosa di più. Isabel Allende si dipana con la consueta sagacia narrativa tra realismo magico e senso ecologico anche nel suo terzo romanzo per ragazzi, che acconterà comunque anche il palato dei lettori adulti, per quanto i veri romanzi allendiani siano veramente un’altra cosa... La foresta dei pigmei, comunque, si fa leggere piacevolmente fino alla fine, ci fa ritrovare i personaggi ormai noti mostrandoci anche l'intrigante evoluzione sentimentale dei due protagonisti. Da provare.

Isabel Allende, La foresta dei pigmei, Milano, Feltrinelli, 2005; pp. 192

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